stampa Tipografia Gelmini
Trento 1584-1619
Con un documento emanato il 6 marzo 1584, Ludovico Madruzzo sanciva la nascita della prima tipografia stabilmente attiva a Trento, affidata ai fratelli Giacomo e Giovanni Battista Gelmini, provenienti da Sabbio in Valtrompia. Accanto al laboratorio tipografico i due fratelli aprono a Trento una bottega di libri e di carta. In realtà i due tipografi erano a Trento sicuramente da qualche tempo prima, tanto che il 5 gennaio del 1584 inoltrano una supplica al Magistrato consolare per ottenere una sovvenzione di 25 scudi per sostenere l'attività della tipografia, contributo che la città concede in ragione di 15 ragnesi. Vari documenti degli anni 1587, 1598, 1600, 1601 e 1605 attestano l’attività di Giovanni Battista Gelmini, "filius quondam Ioannis Maria de Sabio", quale "bibliopola", "bibliopola et stampatore" e "impressor Tridenti".
I torchi gelminiani lavorano dal 1584 per opera dei due fratelli, in società fino al 1591, anno della morte di Giacomo durante un'epidemia di peste. Giovanni Battista continua da solo l'attività di stampatore fino al 1615, entrando nel frattempo in concorrenza (dal 1599) con due nuovi protagonisti del mondo della stampa trentina, Simone e Giovanni Alberti. In rapporti di parentela e di lavoro con Baldassarre Bozzoni della famiglia dei cartai rivani, assieme al quale diventa co-proprietario della cartiera della Vela, a partire dal 1601 Giovanni Battista Gelmini si scontra apertamente con gli Alberti sul fronte del controllo della fabbricazione e vendita della carta. La questione verteva sul fatto che i consoli della città di Trento avevano imposto al Gelmini il rispetto di un calmiere sul prezzo di vendita della carta e successivamente avevano concesso a Simone Alberti il monopolio degli stracci introducendo una severa normativa che doveva assicurare alla città un approvigionamento puntuale per qualità e prezzo ma che era di fatto a tutto vantaggio dell’Alberti. Ciò provoca la reazione del Gelmini e del Bozzoni, esclusi dal privilegio, che presentano una supplica al principe vescovo Carlo Gaudenzio Madruzzo. La questione si protrae con alterne vicende fino al decreto del 23 giugno 1604 e all'emissione dell'"Ordine et provisione per le strazze et scarnuzi che si raccoglieranno per il vescovado di Trento" del dicembre 1604, grazie al quale si riserva al conduttore della cartiera della Vela la metà della quantità di stracci raccolti nel territorio dell'episcopato. In qualità di cartolaio, stampatore e libraio Giovanni Battista fornisce carta e libri a Bonifacio Zanetti, attivo a Venezia e titolare di un esercizio a Verona collegato con quello del Gelmini. Del 1610 è una pubblicazione sottoscritta da Verona nella stamperia di Gio. Batta Gelmini (Liberatione dei santi padri dal limbo) pubblicata per conto di Bonifacio Zanetti come attestato dal colophon.
Dal 1617 continua l'attività paterna Giovanni Maria Gelmini, attivo solo fino al 1619, anno in cui la stamperia verrà rilevata da Santo Zanetti, figlio di Bonifacio.

Fonti
1584 marzo 6, Trento
1627 gennaio 14, Trento

Bibliografia
Chemelli 1975
Ferraglio 1998
Hausbergher 1997
Spera 1999
Capilettera:
Fregi e illustrazioni:
Marche tipografiche: