Gentilotti Giovanni Benedetto
1672 luglio 11 – 1725 settembre 20
Altre forme del nome:
Gentilotti Giambenedetto; Gentilotti Gianbenedetto; Gentilotti Benedetto
Nacque a Trento l’11 luglio 1672, figlio di Giovanni Battista Gentilotti del ramo di Engelsbrunn, consigliere aulico vescovile, e di Cecilia baronessa de Lener. Iniziò i propri studi presso il ginnasio di Trento, li continuò poi a Salisburgo, Innsbruck e Roma, ove rimase otto anni, dopo aver acquisito gli ordini minori. Fu allievo del Collegio urbano de Propaganda Fide e si dedicò allo studio del diritto civile, canonico e della lingua greca, ebraica ed araba. Divenne accademico della Conferenza dei concili, seguì il corso legale alla Sapienza e frequentò lo studio dell’auditore di Rota Ansaldi. In questo periodo, probabilmente, si occupò del riordino della Biblioteca vescovile di Trento e della redazione del primo inventario dei manoscritti. Nel 1703 venne nominato consigliere aulico e direttore della Cancelleria da Giovanni Ernesto Thun, arcivescovo di Salisburgo, mentre l’anno successivo l’imperatore Leopoldo I lo nominò prefetto della Biblioteca cesarea a Vienna. Nel 1707 Giuseppe I lo inviò a Napoli con Giorgio Adamo Martinitz, vicerè di quel regno. Tornato a Vienna, vi rimase sino al 1723, anno in cui venne nominato, da Carlo VI, auditore della Rota Romana per la nazione germanica. Entrò in possesso di quest’ultima carica nel novembre 1724, dopo avere ottenuto la laurea legale alla Sapienza. Uomo di vasta cultura, collezionò un’ampia raccolta di libri e manoscritti. Riordinò personalmente, dopo averne consigliato l’acquisto, la biblioteca del barone G.W. von Hohendorf. Fu lui a redigere le notizie relative ai vescovi di Trento per il quinto volume dell’Italia sacra dell’Ughelli. In alcune sue pubblicazioni, in particolare in due opuscoli usciti nel 1717 e nel 1718, si avvalse dello pseudonimo “Angelo Fontejus veronensis”. Divenne amico di Pantaleone Zorzi e del letterato Apostolo Zeno. Instaurò rapporti con Mencke e gli Acta eruditorum, contribuì poi all’edizione delle Opere di S. Giovanni Crisostomo del Montfauçon. Collaborò con Ludovico Antonio Muratori, curando il confronto del manoscritto del Chronicon di Sicardo da Cremona con una copia conservata a Vienna e curando l’edizione degli Additamenta in annales Francorum Lambecianus, inseriti nei Rerum Italicarum Scriptores. Quale valente bibliotecario imperiale, si occupò della descrizione dei codici, compilandone un catalogo in dieci volumi, e favorì la redazione della prima storia della biblioteca. Ottenne un canonicato presso la cattedrale di Trento nel 1722, dopo la rinuncia dello zio Giovanni Bernardino, ed il 9 settembre 1725 venne eletto principe vescovo di Trento. Morì il 20 settembre 1725 a Roma, a soli cinquantatre anni. La salma venne deposta nella Chiesa di S. Maria dell’Anima, dove venne eretto un monumento funebre a lui dedicato. La vicenda riguardante la biblioteca a lui appartenuta si dimostra di particolare rilievo. Venne dapprima lasciata in eredità alla famiglia, successivamente i nipoti la donarono al Seminario di Trento, andò poi a costituire il primo nucleo dell’attuale Biblioteca comunale di Trento
(G.M.)

Bibliografia

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BORDATO 1980
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