Seminario vescovile Trento
1593 -
 
Il Seminario vescovile di Trento fu fondato nel 1593. Collocato nel Convento di Santa Croce, ne venne affidata l’organizzazione ai padri della Congregazione Somasca, stabilitisi a Trento verso il 1590. Ad essi competeva inoltre, l’amministrazione della chiesa e della parrocchia di Santa Maria Maddalena. I Somaschi insegnavano non solo ai chierici. Infatti, in base ad una convenzione stipulata con i consoli della città di Trento, erano ammessi in Seminario anche i laici, con la possibilità in cambio, di beneficiare del legato di Innocenzo a Prato, morto nel 1615. Le materie impartite erano rudimenti, grammatica, retorica, logica, e, solo per i chierici la teologia casuistica. Sembra che, a seguito della discrepanza sorta con i consoli della città di Trento, per aver chiuso la scuola prima del tempo, motivata del resto dal mancato pagamento da parte dei consoli delle rate pattuite, venissero chiamati ad insegnare a Trento i Gesuiti. Questi aprirono le loro scuole nel 1625, insegnando logica, casuistica e teologia. Col tempo l’attività dei Somaschi andò sempre più scemando, tanto che nel 1760 le uniche materie insegnate erano il canto, la grammatica e la retorica, mentre l’insegnamento della filosofia e della teologia, a cui accedevano gli stessi chierici, candidati al sacerdozio, era appannaggio in parte dei Gesuiti ed in parte dei Filippini, stabilitisi questi ultimi a Trento nel 1710. Per porre mano alla situazione, don Lorenzo Borzi, fratello del vicario Pantaleone Borzi, istituì nel 1748 un legato di 25.000 fl., a condizione che, entro 20 anni, venisse eretto un nuovo seminario con nuovi insegnanti. Inoltre lo stesso principe vescovo Francesco Felice de Alberti d’Enno, stabilì una convenzione con il Magistrato consolare, per cui questi, si obbligava a concorrere alle spese per la somma di 10.000 fl., a condizione che venissero mantenuti gratuitamente 6 alunni della città di Trento e che i figli degli altri cittadini potessero studiare dietro il pagamento di una tassa scolastica annuale. Non si attese il compimento dei lavori. Infatti nel 1771 il principe vescovo Cristoforo Sizzo levò ai Somaschi la direzione del Seminario e la affidò a dei preti diocesani, primo dei quali fu Francesco Santoni di Ceniga. Il seminario trovò poi nuova sede nella casa ad uso collegio dei Gesuiti, dopo che questi furono soppressi con bolla papale di Clemente XIV, datata 21 luglio 1773 ed i relativi beni incamerati dal Seminario (diploma di Cristoforo Sizzo datato 1 giugno 1774). Stessa sorte toccò al Convento dei Domenicani, soppressi con bolla di Pio IV del 23 maggio 1778, i cui beni andarono ad incrementare il patrimonio del Seminario, a condizione però, che venissero celebrate delle messe legatorie. Con l’arrivo delle truppe napoleoniche, il Seminario venne evacuato per essere adibito prima, ad ospedale militare austriaco, poi, negli anni 1806-1807, ad acquartieramento delle truppe. L’attività didattica continuò comunque, sotto il governo bavaro prima, come francese poi, con modifiche nel piano di studi e nella scelta del personale. Cessò ad esempio sotto il governo bavaro il seminario piccolo, cioè il ginnasio e lo studio filosofico venne accorpato al Seminario teologico. L’edificio del ginnasio divenne inoltre di proprietà del Magistrato consolare di Trento (13 ottobre 1807). Ulteriori assestamenti ci furono inoltre, con il ritorno degli Austriaci al governo nel 1814 e la riorganizzazione nel 1822 di tutti i seminari del Regno
(P.G.)

Bibliografia

FLABBI 1907
DE FINIS 1987, pp. 92-94
MARIANI 1989, pp. 123-124
 
stampa