Oratorio di san Filippo Neri Trento
1647 - 1810
Altre forme del nome:
Confraternita dell’ Oratorio di S. Filippo Neri; Congregazione di S. Filippo Neri
Confraternita laicale, fu eretta a Trento nel 1647 presso la parrocchia di Santa Maria Maggiore. La data è ricavabile sia dalla premessa ai Capitoli pubblicati a Trento nel 1660 e ristampati nel 1684, “si come già tredici anni sono, fù anco introdotto in questa città l’Oratorio di santo Filippo Neri”, sia dagli atti, il cui “Liber 2”, riporta a c.1r. “Atti dell’Oratorio di S. Filippo Neri di molto nob.i & molto r.di preti cominciati li 30 novembrio 1658 sendo stato compito il libro cominciato li 14 marzo 1647”. La sua esistenza è attestata durante tutto il secolo. Il vescovo Giuseppe Vittorio Alberti nella relazione del 1695 parla di alcune “Confraternitates laicorum”, tra cui anche i Filippini, “Oratorii sancti Philippi Nerii in ecclesia Sanctae Mariae Maioris, congregatio sacerdotum saecularium, minime tamen in congregatione conviventium”. E’ da ricordare al riguardo che i Filippini, anche detti Oratoriani, non sono infatti religiosi, ma laici e sacerdoti secolari (non hanno infatti preso i voti), che vivono in comune, in spirito di fratellanza e carità evangelica. Narra il Mariani: “Stà eretta in questo Tempio trà l’altre divotioni la Confraternità dell’oratorio di S. Filippo Neri, di cui vedesi l’altare, con alcuni quadri dipinti della di lui vita e postià oro intorno la chiesa. Ogni domenica per lo spatio d’un’hora vi si radunano in buon numero li confratelli trà sacerdoti e laici … ma per vederne i frutti maggiormente, vorrai essere piantata la formal Congregatione su l’essempio hormai di tutte le città d’Italia”. Le pratiche ricalcavano quelle delle altre confraternite devozionali: agli esercizi spirituali, da tenersi il giovedì dopo pranzo, erano alternate la celebrazione delle messe in suffragio dei morti e la preghiera per i confratelli bisognosi. L’approvazione formale auspicata dal Mariani avvenne tra alterne vicende. Bartolomeo Martinelli, dimessosi dalla Congregazione padovana di S. Filippo Neri, si portò nel 1709 a Trento e, con l’appoggio dei sacerdoti Giangiacomo Sizzo e Stefano Zermaioli, “animum erexit ad in ea fundandam nouam Congregationem Sancti Philippi Nerij”. L’approvazione dal Magistrato consolare avvenne in quello stesso anno e l’assenso vescovile il primo di febbraio dell’anno seguente. I confratelli si stabilirono in una casa comprata dal Sizzo, nelle adiacenze della chiesa di S. Elisabetta delle Orsoline, nella parrocchia di Santa Maria Maggiore. Figura di rilievo all’interno dell’Oratorio fu l’abate Giuseppe Musoco. Eletto prevosto nel 1716, ottenne da Clemente XI l’approvazione pontificia con bolla datata 18 dicembre 1717, successivamente riconfermata dal vescovo di Trento Giovanni Michele Spaur, il 4 giugno 1718. I Filippini entrarono però ben presto in conflitto col Magistrato civico, che revocò loro la licenza di fondazione. Questi infatti, spalleggiati dal vescovo, avrebbero comprato una casa, venendo così meno agli obblighi stabiliti nei capitoli “Che la sudetta Congregazione non possa avere in questa città alcuno stabile che una casa concedente … che parimenti in villa non possa avere sotto la podestaria di Trento alcuno stabile fuori che uno …”. La vertenza fu mandata a Roma alla Congregazione dei vescovi che risolse la causa in favore dei Filippini in data 11 agosto 1724. Nel 1739 costruirono una chiesa nell’orto della loro abitazione, dedicandola a S. Filippo Neri. La chiesa venne soppressa nel 1785 per volere di Pietro Vigilio Thun, ed i Filippini si stabilirono presso il convento delle clarisse della SS. Trinità. Narra il Tovazzi nel suo Diario secolaresco in data 14 giugno 1785 “Il nostro vescovo vuole, ed ha ordinato, che li Padri Filippini vadano ad abitare il monastero trentino della ss. Trinità, pagando alle monache di s. Chiara dieci mila fiorini, soddisfacendo ai legati, che importano il capitale di circa cinque mila fiorini, e tenendo sei stanze per li preti a disposizione del medesimo vescovo. Li detti Padri vi andranno per ubbidire”. Vi rimasero fino al 1803, subentrando ai Somaschi nell’amministrazione della parrocchia di S. Maria Maddalena, soppressa nel 1808 ed incorporata a S. Pietro. I Filippini vennero soppressi nel 1810
(P.G.)

Bibliografia

MARIANI 1989, p. 76;
ATTI 1764;
ORATORIO 1684;
PAOLI 1780, pp. 18-22;
RELATIONES 2000, pp. LXI-LXII
TOVAZZI 66, 1785
TOVAZZI 69, pp. 35, 169
TOVAZZI 1994, pp. 522-523
ZANELLA 1879, pp. 68-69
 
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