Società filarmonica Trento
1795 -
Altre forme del nome:
Accademia filarmonica di Trento, 1795-1815
La Società filarmonica di Trento fu fondata nel 1795 per volere di “alcuni pochi amatori della musica”, in realtà, un nutrito gruppo di 88 soci rappresentativi delle diverse classi di potere cittadino - troviamo infatti nell’elenco dei soci 20 conti, 4 baroni, 10 sacerdoti, 4 dottori, 2 consiglieri aulici del Principato e presidente, il fratello del principe vescovo, il conte Matteo Thun –, desiderosi di diffondere i “divini effetti” della musica. Alla base la convinzione prettamente illuministica, che l’educazione dell’uomo sia uno scopo sociale da perseguire per mezzo di “istituzioni popolari” e che la musica, ne sia uno strumento essenziale per la “bontà ed utilità, che in se medesima rinchiude”. Da qui la necessità d’una Società organizzata per la pratica dell’attività musicale, di contro all’abitudine invalsa nel corso del XVIII secolo di eseguire concerti all’interno delle dimore nobiliari e alto-borghesi. A Giandomenico Romagnosi venne affidato l’incarico di stenderne lo statuto, approvato dal principe vescovo Pietro Vigilio Thun il 6 maggio 1796. I soci erano distinti in Filarmonici, ovvero “que’ soli, i quali nell’ Accademia stessa si esercitano o a suonare, o a cantare” ed Assistenti, cioè tutti coloro che “non sono capaci di dar saggio di sufficiente abilità”, “fino a che almeno sia giunto il tempo in cui plausibilmente si esercitino nelle Accademie”. Entrambi erano ammessi dietro il pagamento d’una tassa d’ingresso ed obbligati ad una quota mensile. Si riunivano settimanalmente, esercitandosi in accademie sia di “suono che di canto”, di cui facevano parte anche professori regolarmente stipendiati, assunti per completare l’organico dell’orchestra. Sembra che, in base a quanto riporta il Tovazzi nel “Diario secolaresco” fosse Palazzo Thun la sede. La formazione musicale avveniva all’interno della famiglia, o per mezzo di insegnati privati, mentre nell’Accademia si mostravano le abilità possedute, eseguendo “que’ pezzi di musica sì di canto, che di suono … assegnati dal direttore dell’Accademia e distributore della musica” e a volte proposti da “qualche individuo filarmonico”. Le partiture erano sia vocali che strumentali, d’assieme e solistiche, scelte in base all’abilità dei filarmonici ed acquistate dai “provveditori della musica”. Alle Accademie potevano partecipare come spettatore, “qualsiasi pulito forestiere, non che qualsiasi individuo della propria famiglia”, purchè introdotto da un socio. Spesso gli stessi filarmonici venivano chiamati ad accompagnare celebrazioni pubbliche, come in occasione dell’elezione di Emanuele Maria Thun prima a principe vescovo di Passavia (22 novembre 1795) e poi di Trento (2 aprile 1800). Gli avvenimenti bellici del 1796, bloccarono l’attività della Società filarmonica. Nel 1815 verrà ricostriura col nome di Scuola filarmonica
(P.G.)


Bibliografia

CARLINI 1985
SOCIETÀ FILARMONICA 1795
SOCIETÀ FILARMONICA 1796
SOCIETÀ FILARMONICA 1995
TOVAZZI 68, 1795, 1800
 
stampa