Sizzo Cristoforo
1706 agosto 19 – 1776 marzo 16
Altre forme del nome:
Sizzo de Noris Cristoforo
Nato a Trento il 18 agosto 1706 da Alberto e Barbara Trentini, studiò dapprima a Trento nel Collegio dei Gesuiti, quindi a Dillingen ed infine a Salisburgo. Sembra che, a seguito di un incidente nel gioco del pallone avesse deciso di farsi prete, dismettendo le abitudini giocose poco inclini agli studi seri. Il 30 maggio 1733 fu così consacrato sacerdote. Decise poi di andare a Roma per terminare gli studi e “ivi procurar di fabricarsi credito, stima ed imparar di dovere gli uffici di ecclesiastico degno dei più sublimi posti nella gerarchia della Chiesa". Tornato in patria, fu eletto nel 1750 canonico di Trento, subentrando allo zio Pietro Saverio Trentini. Il 2 luglio 1763 a sorpresa, venne nominato vescovo di Trento da papa Clemente XIII. La decisione era stata infatti, rinviata alla Santa Sede, allorché i capitolari, per ben 30 votazioni, si erano trovati equamente divisi, tra il conte Carlo Giuseppe Sebastiano Trapp e il conte Pietro Vigilio Thun. Mai fino allora il Sizzo aveva ricevuto alcun voto e da qui la meraviglia generale, anche se, come scrivono le cronache del tempo, “degnissimo stato sarebbe d’averli tutti”. Accettata la nomina prese possesso della diocesi il 19 dicembre ed il 21 fu consacrato vescovo dal suffraganeo Bartolomeo Antonio Passi, dal preposto infulato di Bolzano e dal preposto degli Agostiniani di San Michele. Il 30 giugno seguente ricevette l’investitura temporale dall’imperatore Francesco I, per mezzo del conte Giovanni Carlo de Herbenstein, canonico di Trento e suo consigliere aulico. Andato ad Innsbruck nel luglio 1765 per accompagnare l’infanta di Spagna Maria Luisa, promessa in sposa a Leopoldo, chiese all’imperatrice Maria Teresa che venissero tolte alcune tasse ai sudditi del Principato. La richiesta cadde nel vuoto ed anzi venne imposta una “steora” per sovvenzionare l’esercito ed un dazio a Capo Tempesta, sul lago di Garda, che tassava il grano proveniente dal Veneto. A nulla valse la mediazione del vescovo presso la corte imperiale e così, alcuni contadini, stanchi di sopportare la carestia degli ultimi due anni, si ribellarono e assalirono nell’agosto del 1768 la dogana distruggendola. I rivoltosi furono fatti prigionieri ed i capi della sommossa decapitati pubblicamente nella piazza di Tione il 14 marzo 1772. Nel luglio 1766 iniziò la visita pastorale della Diocesi, che terminò tre anni dopo nel 1769.Venne così a contatto con le miserie cui era soggetta la popolazione, tassata sugli stessi beni di sussistenza e portò la sua parola di paese in paese, predicando da più pulpiti e facendosi così apprezzare tanto per le sue doti oratorie, nonché umane. Tra i vari interventi operati dal Sizzo, ricordiamo la sistemazione delle reliquie dei martiri anauniesi, collocate nell’altare dell’Addolorata ed il trasferimento del seminario diocesano nel Collegio dei Gesuiti, dopo che nel 1773 l’Ordine era stato soppresso. Intervenne inoltre contro il Magistrato consolare per difendere i diritti del Principato e prese le parti di don Gaspare Ziller, accusato di tener presso di sé un tesoro d’antiche monete d’oro. Riuscì infine a riformare lo statuto in materia d’omicidio, sottraendolo alla sfera d’influenza del diritto privato e cercò d’ammodernizzare il catasto, trovando però l’opposizione dei ceti nobiliari ed ecclesiastici. Ammalatosi di cancro allo stomaco, morì nella sua casa il 16 marzo 1776
(P.G.)

Bibliografia

BARBACOVI 1990, pp. 184-201
BONELLI 1765, pp. 264-265, 334
COSTA 1977, pp. 197-202
CURTI 1997, p. 335
DONATI 1975, pp. 55, 87, 127-128, 135, 233-235, 245-246, 249, 256, 260
GELMI 1990 (2)
HIERARCHIA CATHOLICA, VI, p. 416
MANCI 1072
MATTIVI 1994-1995
PRONER 1959, pp. 151-153
STELLA 1954
STORIA DEL TRENTINO 2000, IV, pp. 105, 108, 111-112, 116, 124-126, 219-220, 364, 367, 372, 375, 510, 516, 537-538, 540-542
 
stampa