Quetta Antonio (1480-1556)
1480? - 1556
Altre forme del nome:
Antonio Gigli; Antonio Quetta de Liliis
Nato a Quetta verso il 1480, figlio del notaio Pietro de Liliis, studiò dapprima a Trento, quindi si trasferì a Padova come leggista e consigliere della nazione germanica a quell’università. Si laureò in “utroque iure” ed il 17 agosto 1506 fu eletto alla lettura delle “Istituzioni” in “secondo loco” per l’anno nuovo. Terminato l’insegnamento nello studio padovano, tornò in patria e qui, si mise in luce per il suo ingegno e la sua prudenza, sbrigando spesso affari per conto di privati cittadini ed infine venendo scelto come cancelliere e luogotenente del vescovado, dal principe vescovo Giorgio di Neydeck. Alla sua morte, mantenne la carica con i successori, Bernardo Clesio e Cristoforo Madruzzo, svolgendo spesso delicati compiti, come la missione a Roma nel 1514, voluta dal Clesio a conferma della sua elezione e per la riduzione delle tasse di spedizione delle bolle ed a Cremona nel 1517, per ridefinire i termini della tregua nella guerra contro i veneti. Lo stesso imperatore Carlo V lo scelse nel 1533 come commissario nel tentativo di appianare la controversia sorta con la Repubblica veneta, in merito alla delimitazione dei confini stabiliti nella dieta di Worms. Soprattutto si mise in luce come consulente giuridico di Bernardo Clesio, redigendo le sentenze del tribunale trentino d’appello. Già investito di beni, feudi, diritti e decime dal Clesio, fu insignito dall’imperatore Ferdinando I nel 1538 del titolo nobiliare e fu creato cavaliere aurato e conte palatino. Fu inoltre nominato oratore della Repubblica veneta nel 1542 ed al Concilio di Trento nel 1545. Nel 1601 vennero pubblicati postumi ad opera del nipote Francesco, una serie di consulti legali, i “Centum consilia …”, nuovamente dati alle stampe ad Amburgo nel 1609. Compilò inoltre gli statuti clesiani del 1528. Morì nel 1556 e fu sepolto nella chiesa di Santa Maria Maggiore, davanti all’altare dei santi Sebastiano e Rocco. Lo ricorda una lapide posta dalla moglie Lucrezia
(P.G.)

Bibliografia

AMBROSI 1894, p. 29
BONELLI 1765, pp. 191-192
MARIANI 1989, p. 78
PERINI 1852, II, p. 412
QUARESIMA 1914
RANIERI 1986
SARDAGNA 1889, pp. 393-396
SEGARIZZI 1907-1914, A. 22 (1907), pp. 103, 119
TOVAZZI 1994, pp. 149, 291-292, 955
WEBER 1933 (2)
 
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