Thun Domenico Antonio
1686 marzo 1 – 1758 settembre 7
Altre forme del nome:
Thunn Domenico Antonio
Nato a Trento il 1 marzo del 1686, morì ivi il 7 settembre del 1758. Figlio del conte Vigilio e della contessa Giovanna di Wolkenstein, sorella del vescovo suo predecessore, fu assiso al soglio episcopale il 19 giugno 1730. Studiò nel Collegio germanico a Roma e quindi, rientrato in patria, entrò nel Capitolo cittadino, fino all’anno 1730, quando, divenuto vescovo, gli successe Giovanni Giuseppe Gentilotti. La sua elezione (19 giugno 1730) fu frutto d’un compromesso, essendo il Capitolo diviso nella scelta del successore, tra il decano Carlo Costanzo Trapp e il suffraganeo Gian Michele Venceslao conte di Spaur. Il 22 novembre 1730 ottenne la conferma pontificia da Clemente XII ed il 18 dicembre prese possesso del principato. Il 4 febbraio 1731 fu consacrato dal suffraganeo Gian Michele Venceslao conte di Spaur, assistito dal vescovo Nasionense Valerio Bellato e dal preposito insulato della Chiesa collegiata di Bolzano Rodolfo Fortunato conte Troyer. I primi dieci anni di governo furono improntati alla rettitudine, temperanza e vigore, grazie ai consigli del fratello Agostino e del decano del Capitolo Carlo Costanzo Trapp. Alla morte di questi, avvenuta rispettivamente nel 1743 e nel 1741, si lasciò andare ad una vita disordinata, con ripercussioni sull’amministrazione del principato, tanto nelle cose spirituali che temporali. A dimostrazione di ciò, anche, l’infittirsi dei proclami nei primi anni trenta volti a regolamentare la vita economica, sociale e religiosa e il loro successivo diradarsi negli anni quaranta. Alla morte del Trapp venne eletto decano Bartolomeo Antonio Passi. Costui, vedendo lo stato di dissoluzione in cui gravava la corte vescovile, dopo aver cercato di trattare col Thun, ma senza successo, decise di informare Roma e Vienna, affinché fosse posto rimedio alla situazione, premendo affinché il vescovo rinunciasse al governo della Chiesa e del Principato. Venne quindi inviato il commissario imperiale Giuseppe Ignazio Hormayr, che, con abili manovre, riuscì a far firmare al Thun l’atto di rinuncia. Il 29 maggio 1748 veniva quindi eletto a coadiutore vescovile con futura successione Leopoldo Ernesto Firmian. Dieci anni dopo, precisamente il 7 settembre 1758 il Thun morirà, succedendogli Francesco Felice Alberti d’Enno, già coadiutore vescovile e amministratore plenipotenziario dal 1756. Sotto il suo episcopato sono da ricordare la costruzione nel duomo del nuovo altare maggiore, come “ex voto” nella guerra di successione spagnola ed il soggiorno del duca di Lorena Francesco Stefano, con la consorte, futura imperatrice Maria Teresa. Domenico Antonio Thun fu anche uomo di lettere: scrisse diversi poemetti e fece parte dell’Accademia degli Accesi, di cui fu primo consigliere e protettore. Nel 1732 gli accademici gli tributarono una serie di componimenti, scusandosi per aver differito i dovuti omaggi in occasione della sua elezione a vescovo di Trento.
(P.G.)

Bibliografia

AMBROSI 1887, pp. 327-331
BARBACOVI 1990, pp. 168-175
BONELLI 1765, pp. 258-260
CHEMELLI 1983, p. 331
COSTA 1977, pp. 185-190
DONATI 1975, pp. 8-14, 86
STORIA DEL TRENTINO 2000, IV, pp. 101, 520-523
TOVAZZI 2006, p. 104
 
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