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ESTeR
Editori e stampatori
di Trento e Rovereto
progetto > nota tecnica

ESTeR registra libri di ogni formato, fogli volanti, affissioni, bandi, manifesti. Non sono state finora considerate, ma saranno oggetto dei prossimi interventi, le allegationes, deduzioni legali prodotte a stampa dalle parti in causa a sostegno delle proprie ragioni.

 

Per quanto riguarda la delimitazione cronologica, in ESTeR sono state incluse tutte le pubblicazioni recanti una datazione anteriore al 1801. A esse sono state aggiunte anche quelle che, pur non avendo una nota esplicita sul frontespizio o nel colophon, sono databili ad annum sulla base di lettere di dedica, di autorizzazioni alla stampa o di qualche riferimento nel testo. In mancanza anche di questo tipo di indizi o di altre informazioni esterne, è stato assunto come termine cronologico l'arco temporale relativo agli anni di attività del tipografo.

Per alcune pubblicazioni esiste il legittimo sospetto possa trattarsi di stampe posteriori al 1801, perché prodotte da stampatori che hanno operato a cavallo del XVIII e XIX secolo: è il caso della tipografia di Giovanni Battista Monauni, capostipite di una dinastia che, a partire dal 1725, non conosce interruzioni fino alla seconda metà del XX secolo. Anche la tipografia roveretana dei Marchesani, fondata nel 1745 da Francesco Antonio, ha una prosecuzione nell'Ottocento con il figlio Luigi. Simone Girolamo Battisti di Trento lavora fino al 1821 e della tipografia Michelini di Mori si conoscono stampati del 1802.

Sono state oggetto di descrizione analitica le pubblicazioni periodiche a frequenza annuale o semestrale: una scelta che ha permesso di censire ogni singola edizione della serie. Nel dubbio che non tutte le annate siano state realmente pubblicate, si è deciso di non coprire, per congettura, i numeri di cui non siano stati rintracciati gli esemplari, a meno che non siano stati citati in qualche repertorio. Per quanto riguarda i giornali con cadenza settimanale, quindicinale o mensile, essi sono stati oggetto di uno specifico contributo nella sezione periodici.

ESTeR registra le edizioni, considerando anche le varianti editoriali (emissioni), ma non gli stati diversi della medesima edizione.

In ESTeR compaiono dunque:

le edizioni con data esplicita e con data attribuibile ad annum. In quest’ultimo caso si tratta di opere con data che compare all’interno del titolo, o nella dedica sottoscritta dall’autore o dal tipografo o nell’imprimatur o nelle date di emanazione dei bandi;

 

le edizioni non datate, con data congetturale, ma collocabile in un intervallo cronologico definito da elementi esterni: riferimenti personali ad autori, dedicatari, o persone in qualche modo collegabili alle circostanze dell'edizione;

 

edizioni con data certa delle quali tuttavia non è stato possibile rintracciare alcun esemplare. Trascurare questa quota non irrilevante di produzione avrebbe rappresentato una forte limitazione alla completezza informativa del censimento, e avrebbe fornito una ricostruzione parziale della produzione trentina del tempo. Le testimonianze circa la loro esistenza provengono come si è già precisato da strumenti bibliografici considerati affidabili;

 

le edizioni che, pur non riportando né luogo né nota tipografica, sono tuttavia attribuibili a tipografie trentine sulla base di quanto affermato in autorevoli repertori oppure sulla base del raffronto di elementi ornamentali e di caratteristiche tipografiche;

 

le edizioni con note tipografiche false (es. Venezia, Lucca, Köln) o fittizie (es. Nicopoli) ma in realtà attribuibili a tipografi trentini in base a motivazioni analoghe a quelle del punto precedente;

 

le false edizioni trentine, ovvero quelle pubblicazioni che recano un toponimo trentino come luogo di stampa ma che in realtà sono stampate altrove.

 

Non sono state ricercate, e non sono quindi registrate, edizioni sicuramente non trentine nelle quali la dicitura "Trento" o "Rovereto" compaia per prima insieme al luogo di stampa effettivo (una circostanza testimoniata dalla presenza sul frontespizio di diciture del tipo: In Trento, ed in Brescia, ... e simili).

Officine ed editori

Tipografi, editori e librai citati in ESTeR sono associati a una scheda che fornisce informazioni relative alla vita della persona e all’attività dell’azienda. La scheda si apre con l’indicazione del luogo e degli anni in cui l’officina è attiva, mentre in calce, se disponibili, si trovano i riferimenti documentari (Fonti) e bibliografici (Bibliografia) pertinenti.

È inoltre presente, ove possibile, una selezione degli apparati decorativi (capilettera, fregi, illustrazioni e marche) impiegati dalle varie officine.

Autori trentini

Sono in corso di realizzazione le registrazioni d'autorità per le persone e gli enti di interesse locale. Per i nomi di autori, dedicanti, dedicatari, illustratori, enti territoriali e no, trentini o legati all'attuale territorio trentino, verranno redatte delle brevi note biografiche e storiche. Le voci inserite sono visualizzabili anche dall'archivio dei nomi cliccando l'icona raffigurante un libro che segue il nome stesso

La descrizione

Lo scopo di ESTeR è quello di ricostruire la fisionomia di un'attività di produzione editoriale. Non si è considerato conveniente respingere in toto il linguaggio convenzionale degli standard comunemente accettati, né, ovviamente, lo schema base che prevede il trattamento e la riorganizzazione dei dati in campi definiti e individuabili secondo una scansione logica per aree informative. Facendo ricorso con moderazione anche alla punteggiatura normalizzata (solo nell'area delle note tipografiche e della descrizione fisica) si è elaborato e applicato un modello ibrido, che si discosta sostanzialmente dall'impianto ISBD(A).

 

Autore

quando presente, in quest'area è registrato il nome del responsabile intellettuale, personale o collettivo, della pubblicazione. Per la forma dell'intestazione personale e per i nomi degli enti il riferimento è alle RICA, Regole italiane di catalogazione per autore.

 

Titolo

per registrare il tenore linguistico in una versione sufficientemente rigorosa, conforme alle esigenze della bibliografia enumerativa e repertoriale, la riproduzione del titolo è fedele e completa, anche per ciò che concerne la punteggiatura. La trascrizione delle maiuscole e delle minuscole è stata uniformata all'uso moderno, i tagli non toccano né il contenuto informativo, né gli elementi essenziali identificativi dell'edizione.

L'abbreviazione di titoli particolarmente lunghi è segnalata con i punti di sospensione. La formulazione di responsabilità è quasi sempre omessa, sia che essa si trovi in caso genitivo all'inizio del titolo, sia che essa si trovi alla fine del titolo, sia quando si trovi all'interno del titolo e non sussistano legami grammaticali tali da impedirne l'omissione: in quest'ultimo caso l'omissione è stata segnalata con i consueti tre punti. Anche le dediche in calce al titolo non sono state incluse in questo campo ma sono state registrate nel campo Note.

Forme arcaicizzanti e desuete sono state lasciate integre. Non è stato ovviamente possibile conservare la esse lunga; si conserva invece la "j", la punteggiatura originale, le abbreviazioni e il nesso &. Si è normalizzato l'uso della "v" e della "u", secondo l'uso moderno.

In questo campo è compresa anche l'eventuale formulazione di edizione. Nel caso di edizioni di cui è sopravvissuto un solo esemplare e questo sia mutilo del frontespizio, gli elementi descrittivi sono stati ricostruiti ricavandoli da altre parti della pubblicazione (prefazione, titolo corrente, colophon, etc.).

Si discostano da questo tipo di descrizione gli incunaboli e le edizioni ebraiche. In entrambi i casi sono stati scelti titoli del tipo “uniforme”, seguendo, per i primi, le forme adottate da IGI, riviste sulla base di ISTC e BSB-Ink; per le seconde, il comportamento adottato negli annali di Jacob Marcaria da Giuliano Tamani. Per qualche titolo tuttavia la traslitterazione è stata ulteriormente semplificata per l’assenza dei caratteri e della punteggiatura corrispondenti. In questo caso è stata inserita a fianco della descrizione l’immagine della traslitterazione corretta del titolo, da sola o in calce alla riproduzione del frontespizio.

 

Note tipografiche

vi compaiono trascritti integralmente i dati relativi al luogo di edizione, al nome e alle eventuali qualificazioni del tipografo, e alla data, che si è deciso di normalizzare sistematicamente trasformando le cifre romane in arabe. La datazione attribuita compare fra [ ]; l'espressione "non dopo il ..." caratterizza le edizioni per datare le quali, come detto, è stato possibile fissare unicamente un terminus ante quem.

Il luogo di stampa e il nome del tipografo sono resi nella forma in cui compaiono nel frontespizio o nel colophon; se quest'ultimo è la fonte dell'informazione, si segnala nel campo Note.

Nel caso di edizioni prive di note tipografiche ci si è avvalsi dell'espressione "S.l." e "s.n.": nel campo Note si è data giustificazione della scelta effettuata.

Nel caso di pubblicazioni prive di note esplicite riguardanti il tipografo e la data, ed edite da stampatori che si sono tramandati l'attività di padre in figlio, non è stata possibile l'esatta attribuzione al titolare della tipografia. In questi casi si è ricorsi all'espressione generica Tipografia Monauni, Tipografia Parone, Tipografia Battisti, Tipografia Marchesani.

Nel caso delle opere citate, degli incunaboli e delle edizioni ebraiche, si è scelto di riportare le informazioni sul luogo e sul tipografo in forma normalizzata.

La data di stampa è quella che compare nell'ambito delle note tipografiche. Nel caso in cui la data presunta di stampa sia tratta da una qualsiasi altra fonte (titolo, imprimatur, dedica, fonte esterna), essa è trascritta fra parentesi quadre.

 

Licenza

in quest'area sono registrate in forma testuale le formulazioni di autorizzazione e di licenza alla stampa e la presenza di privilegi.

 

Lingua

è indicato l’idioma prevalente nelle edizioni rintracciate. Nel caso di pubblicazioni in cui il contributo in più lingue sia equivalente, sono riportate entrambe e al primo posto è indicata la lingua usata sul frontespizio o, nel caso di testi a fronte, quella del frontespizio di destra

 

Disciplina

sono stati attribuiti alle edizioni rintracciate 11 ambiti disciplinari (Teologia, Liturgia, Devozione, Diritto e testi normativi, Storia e geografia, Filosofia e morale, Scienze, Grammatiche e dizionari, Teatro e musica, Letteratura e arti, Varia) e un genere assegnato solamente alle pubblicazioni periodiche (Almanacchi e periodici)

 

Incipit

registra l’incipit delle stampe amministrative in presenza di titoli generici (ad es. Proclama, Avviso, ecc.) o poco significativi (D’ordine, e comando degl’illustrissimi signori consoli ..., D'ordine e comando di sua altezza reverendissima monsig. Pietro Vigilio vescovo ...)

 

Descrizione fisica

si forniscono in quest'area i dati relativi alla paginazione, nelle sue diverse sequenze, riproducendo i sistemi di numerazione presenti nella stampa. Nel caso di edizioni prive di numerazione, la carte o le pagine sono state contate e inserite fra parentesi quadre. Nel caso di opere in più volumi, si è data, quando nota, l'indicazione del numero complessivo dei volumi: la descrizione di queste pubblicazioni è avvenuta nell'ambito di una medesima scheda, a eccezione di quelle opere dalla storia editoriale particolarmente complessa, per le quali non è stato possibile identificare con certezza le singole edizioni.

In questo campo si informa inoltre sulla presenza di materiale iconografico: la formula "ill." segnala la presenza di illustrazioni nel testo, la formula "antip." indica la presenza di antiporta, mentre “tav.” segnala la presenza di tavole non inserite nella paginazione. Quando le incisioni sono firmate dagli autori, se n'è data indicazione nel campo Note.

Costante è l'indicazione del formato di stampa nelle edizioni rintracciate: fol., 4° etc.

 

Note

quest'area è destinata a registrare informazioni che si riferiscono alle caratteristiche tipografiche (la presenza e la rilevanza informativa del colophon, la sottoscrizione delle incisioni), alla storia editoriale del testo, alle vicende del controllo, (vi compaiono in forma sintetica gli estremi delle autorizzazioni alla stampa e tutte le pratiche simili, con data e nome del revisore o funzionario della cancelleria vescovile addetto). Nel caso di volumi collettanei si registra la presenza e la titolarità dei contributi subordinati.

La presenza di diverse emissioni all'interno di una medesima edizione è stata segnalata solo nel caso di opere che presentassero elementi identificativi (titolo, note tipografiche, paginazione) identici o nel caso di storie editoriali particolarmente significative.

Per le stampe a carattere amministrativo sono forniti qui l’argomento della pubblicazione, la data di emanazione e l’autorità emanante.

 

Localizzazione

in questo campo è stata indicata la biblioteca in cui è stato visto l'esemplare.

Poiché la finalità di ESTeR non è la segnalazioni di esemplari, ma la descrizione di edizioni, si è scelto di indicare una sola biblioteca anche quando gli esemplari sopravvissuti e visti siano stati più d'uno.

La scelta della localizzazione fa riferimento ad una lista di biblioteche in cui la priorità è stata data a quelle che presentano una maggiore ricchezza di fondi antichi.

 

Immagine

l'immagine del frontespizio che, ove possibile, accompagna le schede presenti nella base di dati è stata liberata non solo dalle tracce di usura, dai danni e dalle lacerazioni, ma anche da note manoscritte, timbri e altri segni di uso e di possesso, nell'intento di fornire un'illustrazione neutra e bibliograficamente coerente del documento. Non sono stati riprodotti i frontespizi fortemente danneggiati, mutili o malamente restaurati.


Edizioni digitali

ove possibile si è fornito il link all'edizione digitale del testo.


powered by Soffix archivio aggiornato al 07/06/2017 info@esterbib.it